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Relhi'sthe smile on your face let me know that you need me January 22 All These Things That I've Done - The KillersWhen there's nowhere else to run
Is there room for one more son One more son If you can hold on If you can hold on, hold on I wanna stand up, I wanna let go You know, you know - no you don't, you don't I wanna shine on in the hearts of men I want a meaning from the back of my broken hand Another head aches, another heart breaks I am so much older than I can take And my affection, well it comes and goes I need direction to perfection, no no no no Help me out Yeah, you know you got to help me out Yeah, oh don't you put me on the blackburner You know you got to help me out And when there's nowhere else to run Is there room for one more son These changes ain't changing me The cold-hearted boy I used to be Yeah, you know you got to help me out Yeah, oh don't you put me on the blackburner You know you got to help me out You're gonna bring yourself down Yeah, you're gonna bring yourself down Yeah, you're gonna bring yourself down I got soul, but I'm not a soldier I got soul, but I'm not a soldier ... Yeah, you know you got to help me out Yeah, oh don't you put me on the blackburner You know you got to help me out You're gonna bring yourself down You're gonna bring yourself down Yeah, oh don't you put me on the blackburner Yeah, you're gonna bring yourself down Over and out, last call for sin While everyone's lost, the battle is won With all these things that I've done All these things that I've done If you can hold on If you can hold on September 22 SperanzaCome può una piccola notizia capovolger-ti. Spero solo non sia solo un grosso polverone alzato da un refolo passeggero. Incrociamo le dita.
Stitch però sorride....
Ps: novità nell'aria...nuovo look (semplice scelta del destino), nuove idee (progetti importanti in vista) e presto nuova canzone a tema (sento già le note).
August 05 Tutto cominciò da un viaggio in metro...Oggi leggo un bell’intervento di L’Aura che cominciava con uno sfogo sui servizi pubblici a Milano. Ci si lamentava di quanto non tenessero conto dei vari problemi, come ad esempio essere disabile o avere qualche malanno. Certo, non per fare una gara a chi sta peggio (anche perchè sarebbe fin troppo ridicola), ma la metro a Napoli è una cosa decisamente più assurda! Se a Milano i problemi possono essere ascensori e disabili, a Napoli i problemi sono ben più gravi! Credo anzi, prima di tutto, di non aver mai visto un disabile da queste parti, forse perché farebbe prima se imparasse a camminare (chiedo scusa per la battuta cinica). Sulla linea blu è ormai pensiero comune che la metro possa partire solo se stracolma di gente. Un paio di settimane fa me la ridevo da solo in metro perchè una signora, dopo aver insistito tanto per incastrarsi anche lei, a pochi minuti dalla prima fermata già incitava "COMINCIATE A SPINGERE!"
Quello che mi da fastidio è che la cosa sia diventata tanto comune che nessuno sembra preoccuparsi del fatto che sia pericoloso, fuori norma e assurdo, soprattutto. La prima volta per me fu traumatica: basti pensare che, da gentiluomo che sono (semplicemente per quel minimo di educazione che tutti dovremmo avere), lasciavo passare le signore, soprattutto le persone anziane. Presto mi rendo conto che loro sono le prime a fregarsene degli altri, che spingono, urlano e hanno dimenticato, sempre a patto che l’abbiano mai saputo, cosa sia la civiltà. È capitato alla collega Luisa, mentre saliva i tanto ripidi gradini, di trovarsi direttamente sulla metro seduta sulla valigia di un viaggiatore poco educato; una altra volta una ragazza giapponese appena aperte le porte era lì lì per scendere, quando l'assalto fu tale che la poverina, intimorita, è stata costretta a indietreggiare e restare lì.
Tanta comicità, un pò come nei film di Totò, rappresenta solo la carta colorata di un regalo fin troppo poco piacevole. E solo sulla metro ne potrei raccontarne tante altre. D’altra parte molti di voi queste cose le vivono, come me, quasi tutti i giorni.
Quello che più fa male è essere in questa situazione non tanto come persona, ma come cittadino di questa regione dove tante cose vanno a rotoli, e pochi, invece, se ne interessano. Intanto è sempre la maggioranza che conta e noi continuiamo ad essere in Italia e all’estero fili di quel fascio d'erba, fascio che più ci allontaniamo dall’Europa, più raccoglie tutto il Paese.
Stiamo scendendo sempre più nel degrado, con una politica che sorride e si congratula per risultati mai ottenuti e che, sperando il contrario, mai otterà.
I telegiornali negli ultimi giorni ripetono che i rifiuti non ci sono più, che il problema è stato risolto. Fatto è che la strada nei pressi di casa mia è una discarica dove poco manca che vengano a buttare i cadaveri. Televisori, mobili, frigoriferi, materassi, praticamente è arredata una casa per strada, perciò mancano solo le persone che le vadano ad occupare.
E certamente Napoli, non solo in periferia, si trova nella stessa situazione. In tutto questo chi proprio non tollero sono quelle persone che, pur vivendo tra i rifiuti, hanno avuto il coraggio di tappezzare Napoli con manifesti che esortavano alla santificazione del loro presidente, “loro” perché certo non è stato in grado fino ad ora di fare niente di buono per me. Basta un sorriso, un paio di tacchi e litri di tinta e nessuno vede ad un palmo dal naso. E poi non capisce Daniele Silvestri come mai quella “bella faccia” proprio non piaccia. Me lo chiedo pure io! http://www.youtube.com/watch?v=IAkX2Cj68Jg (date un occhiata)
Mi chiedo, in definitiva, se è giusto lasciare questo Paese cadere con i suoi rifiuti umani per entrare a far parte di una civiltà migliore.
Ciò che mi trattiene è, purtroppo o per fortuna, quel po’ di gente che ancora crede che c’è la possibilità di risolvere ogni problema, dal più grande, fino a quello quasi insignificante. D’altra parte siamo una società è ognuno ha il dovere di fare quanto più gli è possibile per garantire il funzionamento della stessa. E questo non è certo parere filosofico mio, ma è quanto afferma il 4° articolo di quella che forse pochi conoscono come Costituzione Italiana. O forse sanno bene cos’è, ma come sentì dire ad un gruppetto di coetanei: “Fare qualcosa per lo Stato è un dovere!? Sono libero di stare a casa mia sul divano a non fare un c…o!”
Allora quanto giusto può essere dover restare a subire i danni delle incapacità di chi ha potere in mezzo a tanta ignoranza?
Ultimo sfogo e poi la smetto, per ora, vorrei invitare soprattutto i miei coetanei a smettere di fare gli Italiani solo quando si tratta di calcio. Ormai il patriottismo si limita ad un inno cantato prima di una partita e un POPOROPPOPPOPO dopo. Tanti che soffrono per la squadra che ha perso gli Europei, ma quanti sapendo quella che è la reputazione che ci stiamo facendo all’estero, per un governo che fa acqua “inquinata” da tutte le parti, per le tragedie legate all’ignoranza delle vittime e dei carnefici?
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